"Foggia tra storia e memoria. I difficili giorni del'43"



Gli studenti delle classi terze dell’Istituto Comprensivo “U. Foscolo” hanno partecipato ad un progetto intitolato: “Foggia…tra storia e memoria. I difficili giorni vissuti nel’43” promosso dalla Fondazione Banca del Monte e dalla Casa editrice Il Rosone. Il progetto ha riguardato lo studio, la ricerca e l’approfondimento sul periodo storico che ha visto il nostro capoluogo di Capitanata protagonista dei bombardamenti del 1943. Gli alunni hanno letto a questo proposito due libri: “Un ombra nel sole di Leonardo Scopece e “Foggia nelle ore della sua tragedia” di Padre Odorico Tempesta.

Padre Odorico Tempesta era un fraticello dell’Ordine dei Frati Minori. All’età di ottantatre anni decide di rispolverare un suo quaderno di appunti e di intitolarlo per l’appunto “Foggia nelle ore della sua tragedia”, un memoriale avvalorato, impreziosito dalla presentazione di Pasquale Soccio, anche come l’autore testimone oculare delle tragiche ore vissute dalla città di Foggia nell’estate del 1943 conclusasi con un bilancio di oltre 22 mila morti.

Tanti i momenti di questi due testi che ci hanno colpito ma tra tutti c’è un passo dell’opera di Padre Tempesta che ci ha fatto emozionare ed è quando racconta che i soldati americani attaccavano solo obiettivi di tipo militare invece gli Inglesi non si limitavano solo a questo, bensì attaccavano anche, senza motivo e senza pietà, gli indifesi Foggiani alle spalle “sbalzandoli in aria”. La BBC di Londra diceva tra l’altro che i danni di Foggia erano minimi se non addirittura trascurabili…una notizia che scosse l’opinione pubblica foggiana profondamente. Un altro giorno racconta il fraticello, che mentre si trovava per strada, venne sorpreso da un bombardamento “…l’ennesimo” e diceva che i corpi venivano talmente spazzati via dall’onda d’urto dell’esplosione che si trovavano incastrati gli uni sugli altri e ovviamente cercava, se pur inutilmente di salvare alcune persone, tra cui anche i soldati. Malgrado quindi questa immane tragedia Foggia è riuscita a rialzarsi grazie al grande coraggio dei Foggiani che sono riusciti a ricostruire la loro città.

Dopo aver effettuato le nostre ricerche ed esserci documentati abbiamo realizzato il nostro percorso che in primo luogo ha raccolto le testimonianze di persone che hanno vissuto quei terribili giorni e sono sopravvissute, quindi sono state trovate foto di Foggia e delle sue vie centrali distrutte e ridotte a migliaia di macerie dai bombardamenti. Ci sono foto di persone vissute in quel periodo, di una pallottola usata durante la Seconda Guerra Mondiale, di una scodella nel quale mangiavano le zuppe i nostri soldati e le foto di un telo usato dai soldati angloamericani per portare il cibo ai nostri concittadini. Abbiamo dato ampio spazio alle prime pagine di famosi giornali inglesi e americani dell’epoca sui bombardamenti avvenuti a Foggia e ad altri articoli scritti negli ultimi anni dai nostri

quotidiani che attestano il ritrovamento di un residuato bellico di quegli anni. Abbiamo, inoltre, rintracciato delle piantine di Foggia usate per visualizzare le zone da bombardare .

è stato dato grande spazio ad una raccolta di poesie realizzate dai noi alunni  e in particolare abbiamo letto e analizzato una poesia del prof. Antonio Lepore ‘A Guèrre’ e la poesia di Amelia Rabbaglietti dal titolo ‘Addo è Jute?’.

Abbiamo concluso il nostro percorso riportando le nostre riflessioni e alcune immagini che testimoniano che l’eroismo dei cittadini foggiani nelle terribili giornate del’43 è stata riconosciuto da due onorificenze: la medaglia d’oro al Valor Civile e quella al Valore Militare così come testimoniato dalle due lapidi marmoree apposte nell’Aula Consiliare del Comune di Foggia.

Proprio per questo motivo abbiamo ultimato il nostro lavoro inserendo l’appello alla fratellanza tra i popoli rivolto al mondo intero da Martin Luther King…”I have a dream”.

Gli alunni delle terze








 
 
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